logo-anp-sito

Sezione regionale del Piemonte

c/o DS Rossella Landi

3389912876

rossxyz@alice.it

esha

home | notiziari

 

 

FORUM ANP PIEMONTE

 

Vuoi porre un quesito o fare un commento? Invia una mail a: colombanoc@hotmail.com

Il tuo quesito e la relativa risposta o il tuo commento saranno presto pubblicati su questa pagina.

Ogni dato comunicato verrà trattato ai sensi della normativa vigente

 

:: archivio dei quesiti precedenti :: Clicca qui per accedere

 

Avvertenza: i quesiti relativi ai problemi che sorgono in questo periodo di emergenza non vengono pubblicati, in quanto le disposizioni normative ed i chiarimenti correlati sono in continua evoluzione. I necessari approfondimenti sono rinvenibili sul sito di Anp Nazionale: www.anp.it, dove viene anche pubblicata la modulistica specifica (riservata ai soci).

 

 

 

 

Concorso letterario destinato a scuole

 

Quesito dell’8/04/2021

Scuola secondaria superiore organizza un Concorso letterario destinato a Scuole Secondarie di primo e secondo grado dell'intera Regione di riferimento.

Ai vincitori vorrebbe consegnare un device (valore commerciale: 200 euro cadauno).

Quale procedura corretta potrebbe avviare la Scuola promotrice del Concorso per trasferire il bene alla Scuola vincitrice, destinataria del bene.

Ringrazio e saluto cordialmente.

 

Risposta

Preliminarmente occorrerà stabilire il valore complessivo dei premi da assegnare (tot premi per 200 euro) e la fonte di provenienza degli stessi.

Una volta concluso il concorso e conosciutone l’esito, la scuola organizzatrice potrà inviare alle diverse scuole di appartenenza dei vincitori del concorso la somma spettante a ciascuno dei rispettivi vincitori con l’onere di consegna del premio agli alunni interessati.

Non pare necessaria alcuna altra specifica formalità.

 

 

 

 

 

 

Assolvimento/adempimento obbligo di istruzione

 

Quesito del 19/12/2020

Un alunno, avendo ripetuto un anno, ha compiuto 16 anni di età e 10 di istruzione al termine della prima classe del liceo e quindi si è ritirato dalla scuola.

In caso di specifica richiesta si può attestare che l'alunno ha assolto l'obbligo di istruzione?

Il dubbio deriva dalla doppia terminologia "aver assolto l'obbligo di istruzione" e "aver adempiuto all'obbligo di istruzione".

A mio parere la prima si riferisce al fatto di aver frequentato 10 anni di scuola e aver compiuto 16 anni (senza considerare i risultati) mentre la seconda all'aver ottenuto - per esempio - la promozione alla classe terza di una scuola secondaria superiore.

Cortesemente vorrei il tuo chiarimento sulla questione.

 

Risposta

Ritengo che le due espressioni siano da considerarsi assimilabili. Infatti chi ha assolto l’obbligo di istruzione ha anche adempiuto il relativo obbligo.

Pertanto, chi ha frequentato 10 anni di scuola, indipendentemente dai risultati conseguiti, ha assolto/adempiuto l’obbligo di istruzione in qualunque sistema di formazione lo abbia conseguito.

 

 

 

Formazione cattedre

 

Quesito del 4/11/2020

Buongiorno! Sono una docente a t.i. sulla A026, nella mia scuola è stata assegnata una supplenza annuale sulla A027 ad una collega per 18h, di cui 14 di insegnamento e 4 di disponibilità. Ultimamente le sono state assegnate 5h sulla A026, quindi 19 h. Vorrei sapere se questo comportamento è giustificato dall'applicazione corretta della normativa. Grazie!

 

Risposta

In linea di principio, le cattedre vengono costituite di 18 ore, di cui una parte di insegnamento completate a volte con ore di disponibilità, come nel caso proposto. Tuttavia, qualora vengano assegnate ulteriori ore, esse sostituiscono le ore di disponibilità.

Pertanto nel caso proposto (cattedra di matematica e fisica, A027), le 4 ore di disponibilità vengono sostituite da 5 ore di matematica, A026, per un totale di 19 ore.

La scuola ha agito quindi correttamente.

 

 

 

 

Congedo biennale Legge 104 è ostativo di altro incarico

 

Quesito del 7/10/2020

Sono una coll.scolastica di ruolo, quest'anno essendo inserita in graduatoria di terza fascia come AA vengo convocata per un posto al 30/06. Al momento dell'accettazione dell'incarico mi viene negato il diritto perché attualmente in congedo biennale per la legge 104/92, la preside sostiene che tale congedo sia ostativo all'accettazione dell'incarico. Io ho serie perplessità in merito. Vorrei avere chiarimenti in merito, per poter affrontare eventualmente un'azione che mi permetta di perseguire tale diniego. Grazie in anticipo.

 

Risposta

Si conferma che il congedo biennale per la legge 104/92 è ostativo all'accettazione di altro incarico per tutta la durata del congedo stesso, poiché il beneficiarne comporterebbe la decadenza dal congedo medesimo.

 

 

 

 

Dipendente di ruolo presso Accademia Belle Arti in aspettativa

 

Quesito del 4/10/2020

Sono un dipendente di ruolo presso l’accademia di belle arti che il 15/09 ho accettato una supplenza come assistente amministrativo in una scuola fino al 30/06/2020 per fare una nuova esperienza lavorativa come disposto dall' art. 59 CCNL afam chiedendo l'aspettativa senza assegni per la durata dell'incarico.

Dopo aver provato per circa un mese il nuovo incarico pur essendo nelle condizioni di poterlo svolgere con diligenza ho riscontrato grosse difficoltà di inserimento dovute da un ambiente ostile (battaglie interne tra il preside e il Dsga, colleghi poco collaborativi e scarico incontrollato all'ultimo arrivato di un sacco di mansioni).

Posso dimettermi dall’incarico e ritornare in Accademia tenuto conto che al mio posto non è stato nominato un supplente o accettare altro incarico presso un’altra scuola?

Grazie.

 

Risposta

Ai sensi dell'art. 14 dell’Ordinanza Ministeriale n. 60 del 10/07/2020, l'abbandono di una supplenza comporta la perdita della possibilità di conseguire supplenze in tutte le scuole in cui si è inclusi, conferite sulla base delle graduatorie di istituto, per tutte le graduatorie di inserimento.

La sanzione vale solo per l’anno scolastico in corso.

Pertanto il nostro corrispondente, in caso di dimissioni, non può accettare altro incarico presso altra scuola.

Si ritiene inoltre che la dipendenza di ruolo presso l’accademia di belle arti abbia comportato un incarico non di docenza. Soltanto in questo caso ai sensi dell’articolo 59 del CCNL 2007, il personale ATA a tempo indeterminato può accettare supplenze di durata annuale sia per il profilo di docente, sia per un profilo ATA di ordine superiore, senza assegni, mantenendo la titolarità della sede per un periodo di tre anni.

L’accettazione dell’incarico comporta l’applicazione della relativa disciplina prevista dal presente CCNL per il personale assunto a tempo determinato, fatti salvi i diritti sindacali.

 

 

 

 

Collegio docenti: votazioni

 

Quesito del 1/10/2020

Se in un collegio docenti regolarmente convocato ad una votazione alcuni docenti non votano, come sono da considerarsi? In questo caso come si calcola la maggioranza?

 

Risposta

L'art.28 del Dpr n. 416/1974, attualmente vigente, specifica che un’adunanza come il collegio docenti è valida se è presente la metà più uno dei suoi componenti e che le deliberazioni sono adottate a maggioranza assoluta dei voti validamente espressi, salvo che disposizioni speciali prescrivano diversamente. In caso di parità, prevale il voto del presidente.

Tale norma è stata ripresa integralmente sul testo unico della scuola ai sensi dell’art. 37 commi 2 e 3.

Quindi in situazioni di delibera collegiale è lecito anche potersi astenere come confermato in una sentenza del Consiglio di Stato, la n.7050 del 4 novembre 2003.

Pertanto i docenti che non votano sono da considerarsi astenuti.

 

 

 

Contratto di supplenza: verifica titoli

 

Quesito del 24/09/2020

Come ci si deve comportare in queste circostanze che quest'anno sembrano più frequenti del previsto?

Docente supplente che alla verifica risulta non avere il titolo di accesso all'insegnamento per la classe di concorso per la quale è stato individuato e nominato dalla scuola polo.

La stessa verifica effettuata per il precedente triennio di valenza delle graduatorie è stata invece positiva e formalizzata da un decreto di un collega: il docente ha così insegnato per tre anni...

Il nuovo contratto di supplenza credo debba essere risolto ed il docente escluso dalla graduatoria di seconda fascia ma come si gestisce il "contrasto" tra l'attuale verifica negativa del titolo di studi con quella positiva e formalizzata tre anni fa?

 

Risposta

Prioritariamente va verificato il decreto del collega che aveva formalizzato positivamente l'inserimento nelle graduatorie del precedente triennio, consentendo al docente di insegnare per tre anni. Quali motivazioni sottostanno al decreto stesso?

Soltanto qualora esse non siano valide ad attestare il titolo di accesso all'insegnamento per la classe di concorso per la quale è stato individuato e nominato dalla scuola polo si ritiene che il nuovo contratto di supplenza debba essere risolto e ,il docente escluso dalla graduatoria di seconda fascia.

 

 

 

 

Le dimissioni volontarie non pregiudicano il reinserimento nelle graduatorie permanenti e di istituto

 

Quesito del 15/09/2020

Buonasera, sono un'insegnante scuola primaria posto comune, immessa in ruolo da 01/09/12 a XXXXX. La stessa lo stesso anno ha usufruito di aspettativa per motivi di famiglia (malattia fratello, e successivamente la Sua perdita.) Negli anni successivi ho usufruito di aspettativa per mandato amministrativo, sono al terzo anno della mia seconda candidatura. Così negli anni ho sempre rinviato il periodo di prova. Ora le pongo la mia domanda: Visto che ogni anno non ho mai avuto il trasferimento, né assegnazione provvisoria (carceri, ospedali, zone degradate, di tutto e di più per poter stare vicino ai miei affetti in altra Regione, posso dare dimissioni e reinserirmi con il punteggio maturato nelle graduatorie permanenti e di istituto nella mia regione? Quali effetti può dare sulla carriera presentare dimissioni volontarie?

 

Risposta

Il rinvio motivato del periodo di prova e il mancato trasferimento nella regione richiesta non preclude la possibilità di un inserimento nelle graduatorie permanenti e di istituto, che è però non è automatico ma condizionato alla successiva ordinanza ministeriale relativa. Nel caso specifico sarà quindi necessario adeguarsi a tale disposizione ministeriale quando essa verrà emanata.

Presentare dimissioni volontarie non ha effetto alcuno sulla carriera.

 

 

 

 

Docente non di ruolo: utilizzazione

 

Quesito del 25/08/2020

Avrei un altro quesito da sottoporle. Insegno religione ma, come le dicevo, NON sono di ruolo. Qualora io volessi trasferirmi da una Regione all’altra, potrei chiedere di essere utilizzata altrove, come docente, pur non essendo di ruolo? La ringrazio molto.

 

Risposta

Qualora intenda insegnare ancora religione, l'utilizzazione nella Regione richiesta sarebbe possibile ai sensi dell'O.M. 11 prot. 182 del 23/03/2020.

 

 

Docente fruitrice di legge 104/92: non va sottoposta a visita medica di controllo

 

Quesito del 22/08/2020

Ho bisogno di alcune informazioni. Sono una docente con incarico annuale 31 Agosto, nella scuola statale (primaria). Ho un'invalidità del 76 per cento e la legge 104 comma 3 gravità. Il mio Dirigente ha più volte prospettato la possibilità di mandarmi a visita, per verificare l'idoneità alla mansione, dal momento che ho forti difficoltà motorie.

So che può farlo. La domanda è la seguente: NON essendo io di ruolo, sarebbe per me utile richiedere la visita collegiale già ora senza attendere che lo faccia il preside? Non so se e quando passerò di ruolo. Insegno dal 2005 e sono in queste condizioni di poca autonomia, da circa 5 anni.

La mia situazione è fonte per me di ansia in quanto, a scuola, invece che agevolarmi, si fa di tutto per rimarcare la mia condizione di disabilità.

Grazie.

Risposta

In linea di principio,la visita medica, nell’ambito lavorativo, non è sempre imposta dal datore di lavoro, ma può essere anche richiesta dal dipendente, qualora l’attività svolta comporti dei rischi per la sua salute.

Il D.Lgs 81/08 prevede per la maggior parte delle mansioni che espongono il lavoratore a particolari rischi per la salute, la sorveglianza sanitaria obbligatoria. La sorveglianza sanitaria è un’attività clinica che deve essere effettuata dal medico competente (specialista in medicina del lavoro o in discipline equivalenti) e consiste nell’effettuazione di accertamenti medici periodici, che servono per:

- identificare immediatamente eventuali danni alla salute dovuti all’attività lavorativa;

- verificare l’eventuale presenza di problemi di salute che possono aggravarsi nel caso di particolari attività lavorative;

- verificare nel tempo l’adeguatezza delle misure di prevenzione dei rischi adottate dall’azienda.

La sorveglianza sanitaria non è prevista soltanto per mansioni particolarmente pericolose o pesanti, ma anche per chi svolge compiti piuttosto comuni.

In tutti questi casi, dunque, non solo devono essere effettuati periodicamente degli accertamenti sanitari obbligatori, ma il dipendente può richiedere, di propria iniziativa, di essere sottoposto a visita medica, se correlata ai rischi professionali o se le condizioni di salute possono peggiorare a causa delle mansioni svolte.

Al termine dell’accertamento sanitario, il medico deve esprimere un giudizio sull’idonerità alla mansione specifica, che può essere di:

- idoneità alle mansioni;

- idoneità parziale, temporanea o permanente, con prescrizioni o limitazioni;

- inidoneità temporanea;

- inidoneità permanente.

Il medico deve comunicare il giudizio al lavoratore e al datore di lavoro. Contro il giudizio del medico competente è ammesso ricorso, entro 30 giorni dalla data di comunicazione del giudizio medesimo, all’organo di vigilanza territorialmente competente che dispone, dopo eventuali ulteriori accertamenti, la conferma, la modifica o la revoca del giudizio stesso.

Tutto ciò precisato, pare non necessario che la docente venga sottoposta a visita di controllo, trattandosi comunque di docente fruitrice  della legge 104/92, particolarmente tutelata in tutte le sue attività. Peraltro non si giustifica nemmeno che in una scuola pubblica ne venga rimarcata la condizione di disabilità.

 

 

 

 

Partecipazione esami di Stato: trattamento economico

 

Quesito del 10/07/2020

Buongiorno,

in questa Vs. pagina

www.anppiemonte.it/forum1505.htm

al paragrafo “I compensi dovuti al docente in part time nominato membro interno” si cita giustamente l'art. 14 del D.M. 6/2007 dove viene specificato:

…i docenti con rapporto di lavoro a tempo parziale sono tenuti a prestare servizio secondo l'orario previsto per il rapporto di lavoro a tempo pieno e ai medesimi vengono corrisposti, per il periodo dell'effettiva partecipazione agli esami, la stessa retribuzione e lo stesso trattamento economico che percepirebbero senza la riduzione dell'attività lavorativa”.

Sembra incredibile ma anche qui ci sono diverse interpretazioni. Quale delle due è corretta?

Secondo il DSGA le parole “la stessa retribuzione e lo stesso trattamento economico” si riferiscono al trattamento economico dei soli esami (cioè quello aggiuntivo allo stipendio) e non anche al trattamento economico mensile consueto (stipendio) del docente

Secondo il docente quelle parole si riferiscono al trattamento economico mensile del docente. Come esempio, se il docente part time al 50% percepisce normalmente 850€ nette al mese, allora in caso di nomina agli esami, che poniamo durino 10gg., percepirebbe 850€ x (1+10/30) = 1.133€

In effetti, se fosse vera l’interpretazione 1, la disparità di trattamento rimarrebbe, in modo sorprendente.

Grazie.

 

Risposta

Si ribadisce che l'interpretazione delle parole in esame sia quella che si riferisce al trattamento economico mensile del docente

Si ritiene infatti che le parole “la stessa retribuzione e lo stesso trattamento economico” si riferiscano al trattamento economico mensile del docente e non solo a quello dei soli esami.

Infatti il docente incaricato degli esami è tenuto all'orario completo che il docente deve svolgere nello svolgimento del suo servizio.

A supporto di questa interpretazione si può far tiferimento all'art. 14/2 del D.M. 6/2007, avente carattere permanente, che disponeva:

“2. Qualora vengano nominati, i docenti con rapporto di lavoro a tempo parziale sono tenuti a prestare servizio secondo l'orario previsto per il rapporto di lavoro a tempo pieno e ai medesimi vengono corrisposti, per il periodo dell'effettiva partecipazione agli esami, la stessa retribuzione e lo stesso trattamento economico che percepirebbero senza la riduzione dell'attività lavorativa”.

Pertanto spetta la retribuzione intera per tutta la durata degli esami.

 

 

Bonus merito: assenze

 

Quesito del 25/06/2020

Vorrei sapere se, al fine del bonus del merito, i giorni di assenza dovuti ad incidente sul lavoro, regolarmente riconosciuti dall'INAIL, sono da conteggiare nei 30 giorni di assenza previsti per poter fare richiesta del bonus.

Resto in attesa.

 

Risposta

Si ritiene che i giorni di assenza dovuti ad incidente sul lavoro, regolarmente riconosciuti dall'Inail, vadano conteggiati nei 30 giorni di assenza previsti per poter far richiesta del bonus di cui all'art. 1,  comma 126, della legge 107/2015, che si traduce in una somma economica volta a valorizzare il merito dei docenti.

L'incidente sul lavoro avviene infatti durante l'espletamento di un'attività lavorativa connessa con la funzione di colui che ne è soggetto e pertanto lo stesso ne deve beneficiare anche relativamente al conteggio dei giorni di assenza.

Inoltre le assenze protette da disposizioni di legge (come la 104/92) non incidono sull'attribuzione del bonus.

 

 

Periodo di comporto

 

Quesito del 2/06/2020

Sono dirigente di un istituto comprensivo iscritto all’ANP…, vorrei sottoporle il seguente caso. Docente di scuola primaria assente per malattia dal 20-09-2018; a dicembre 2019 colpita da un improvviso ictus. La scuola è in possesso di certificazioni mediche varie e ricoveri in casa di cura ed ospedale. L’11-12-2019 il medico curante rilascia un certificato, modello SS3, in cui dichiara alla fine, nella diagnosi, “…inabilità assoluta a qualsiasi attività lavorativa come da verbali commissione per invalidità” e sostiene di non dover rilasciare ulteriori certificati medici. A novembre 2019 era stata comunque inoltrata richiesta alla Commissione Medica di Verifica di VISITA COLLEGIALE… reiterata recentemente a Maggio 2020 in modalità domiciliare con allegata certificazione medica. Dai conteggi effettuati dalla segreteria, il 7 febbraio 2020 sono scaduti i termini del I° periodo di comporto per malattia e sono stati mandati i decreti alla Ragioneria che ha avviato un procedimento amministrativo per recupero di somme non dovute. L’inps il 26-02-2019 aveva intanto dichiarato “invalidità al 100%” e revisione a febbraio 2020. La revisione della visita INPS a febbraio 2020 conferma comunque il grave quadro patologico (portatore di handicap in situazione di gravità art.3.,c.3 L.104/92) con revisione a novembre 2021. Considerata la pendenza della visita collegiale non ho ancora inviato il preavviso della scadenza del periodo massimo di malattia (18 mesi)… in attesa che l’organo competente… si pronunci! Mi chiedo se devo comunque comunicare all’interessata che il periodo di comporto è già stato superato e, in assenza di una volontà esplicita degli ulteriori 18 mesi per grave malattia senza stipendio, procedere eventualmente al licenziamento, o aspettare. Tra l’altro alla supplente è stato possibile prolungare il contratto solo grazie all’aver inserito nel sistema “grave patologia”, altrimenti la procedura risultava bloccata. Poiché, a mio avviso, urge all’amministrazione definire la posizione della docente un Decreto di preavviso di risoluzione del rapporto di lavoro bisognerebbe farlo… non so che altro. Sarei grato comunque se mi facesse avere un fac simile di tale decreto che poi sistemerei io ed integrerei con gli estremi della documentazione in possesso della scuola.

Grazie.

 

Risposta

Nel diritto del lavoro, per periodo di comporto si intende il periodo di tempo durante il quale un lavoratore, assente per malattia o infortunio, conserva il proprio diritto al mantenimento del posto di lavoro. La sua durata è fissata dalla contrattazione collettiva.

Una volta decorso il periodo di comporto, se il lavoratore non rientra a lavoro, il datore di lavoro è libero di licenziarlo.

Una volta che il periodo di comporto sia trascorso, peraltro, tale circostanza diviene già di per sé sufficiente a legittimare il licenziamento: come chiarito anche dalla Corte di cassazione (cfr., ad esempio, Cass. n. 1404/2012) in un simile caso non è infatti necessario fornire la prova né del giustificato motivo oggettivo né dell'impossibilità sopravvenuta della prestazione lavorativa né dell'impossibilità di adibire il lavoratore a mansioni diverse.

In sede di un eventuale contenzioso il giudice potrà accertare soltanto se la malattia abbia effettivamente superato, nella durata, il termine prefissato.

Quanto visto, tuttavia, non implica che al momento del superamento del periodo di comporto il rapporto di lavoro debba considerarsi automaticamente estinto.

Il datore di lavoro, infatti, resta comunque libero di esercitare il diritto di recesso e, se lo fa, non deve dimenticare di rispettare le forme prescritte dalla legge per il licenziamento.

Peraltro, tale licenziamento non necessariamente deve essere immediato ma può avvenire anche dopo la ripresa dell'attività lavorativa da parte del dipendente, purché resti il nesso di causalità tra il recesso e il superamento del periodo di comporto.

Infatti la ripresa della attività lavorativa da parte del dipendente non può essere considerata, di per sé, come rinuncia del datore di lavoro al suo diritto di recedere dal rapporto ai sensi dell'art. 2110 del codice civile (cfr. Cass. n. 16462/2015).

Dall'articolo 2110 c.c. emerge, insomma, che per il datore di lavoro non è possibile, in via generale, licenziare il lavoratore in pendenza del suo stato di malattia o infortunio, prima che sia decorso il cd. periodo di comporto: il recesso eventualmente intimato nonostante tale vincolo, infatti, deve considerarsi nullo per contrarietà al codice civile.

Tuttavia, questa regola generale non è esente da eccezioni.

Il lavoratore infortunato o in malattia, infatti, in alcuni casi può essere licenziato anche prima che il termine del comporto sia spirato. Ci si riferisce, innanzitutto, al caso in cui si accerti che il lavoratore, a seguito dell'evoluzione della sua affezione morbosa, non sarà più in grado di riprendere la sua normale attività lavorativa o al caso in cui le particolari modalità di svolgimento di questa lo espongano a un'inevitabile ricaduta.

Infine, c'è l'ipotesi del licenziamento in tronco per giusta causa: questa, infatti, non trova un ostacolo nel periodo di comporto, ma va in ogni caso esplicitamente menzionata nell'atto di recesso.

 

 

Convocazione consiglio di classe straordinario

 

Quesito del 23/05/2020

I docenti di una classe hanno chiesto la convocazione di un consiglio di classe straordinario per motivi disciplinari, quindi allargato ai rappresentanti dei genitori ed alunni, per una infrazione di uno studente.

Esaminati i fatti ho ritenuto che quanto accaduto non necessiti assolutamente di una sanzione più severa di una ammonizione con censura.

Ho pertanto rifiutato di procedere con la convocazione definendola come non proporzionata al caso e con aspetti che si configurerebbero come persecuzione ed accanimento nei confronti dello studente responsabile.

I docenti insistono. Posso continuare nel rifiuto nella convinzione che sarebbe un errore procedere perché anche la sola riunione del consiglio di classe allargato (tra l'altro ovviamente in modalità a distanza) sarebbe mortificante per il ragazzo e la sua famiglia che ha già chiesto scusa alla scuola ed all'insegnante?

L'infrazione disciplinare del caso è avvenuta all'inizio di una lezione in video-call sincrona con l'alunno responsabile che ha fornito "scioccamente" il link di accesso ad un estraneo che prima di essere escluso dal collegamento ha disturbato la lezione in modo volgare.

 

Risposta

Convengo sull'inopportunità di convocare un consiglio di classe straordinario per le motivazioni esposte (persecuzione ed accanimento nei confronti dello studente responsabile). Peraltro pare già sufficiente per risolvere la vertenza la richiesta di scuse alla scuola e all'insegnante da parte della famiglia.

 

 

Firme verbale scrutini ed esami di stato primo e secondo grado

 

Quesito del 22/05/2020

Vorrei sapere come risolvere il problema della firma del verbale di scrutinio (da parte del coordinatore e del presidente che potrei essere io ma potrebbe essere il coordinatore su mia delega scritta) operando in modalità a distanza. Stesso problema per la firma del tabellone che ho sempre fatto firmare da tutti i docenti del consiglio di classe.

Non tutti i docenti a casa hanno lo scanner e possono scannerizzare la loro firma e esportarla sul verbale (non sono sicura poi che sia prettamente valida) e non tutti hanno la firma digitale.

Sentendo dei colleghi mi sono resa conto che alcuni non hanno mai fatto firmare i verbali dei consigli di classe, altri si sono comportati come me, in altri consigli altri dirigenti hanno firmato solo loro con la loro firma digitale.

Dato che si potrebbero avere ricorsi, vorrei prevenire.

 

Risposta

Non risulta l'esistenza di norme positive in merito alla firma dei verbali dei consigli di classe da parte di tutti i componenti del consiglio stesso. E' sufficiente la firma di chi verbalizza, seguita da quella del presidente (DS o suo delegato).

 

 

 

Rimborso spese viaggi di istruzione

 

Quesito del 16/05/2020

Dopo aver prontamente esercitato (6/3/2020) il diritto di recesso con la contestuale richiesta del rimborso integrale delle somme versate all’Agenzia di viaggio, il nostro Istituto ha provveduto ad effettuare i rimborsi alle famiglie in base al disposto dell’art. 88 bis c. 8 e 12 della L. 27/2020 di conversione del D.L.17/3/ 2020, n. 18, entrata in vigore in data 30/04/2020.

In sintesi:

rimborso del 100% delle quote per le quali al momento della sospensione dei viaggi l’Istituto non aveva ancora pagato le fatture;

rimborso del 50% delle quote per le quali al momento della sospensione dei viaggi l’Istituto aveva già pagato il 50% delle fatture;

Per il restante 50% delle classi quinte rimborso delle quote non appena si otterrà la restituzione, già richiesta, da parte dell’Agenzia di viaggio.

Per il restante 50% delle altre classi rimborso tramite voucher da utilizzare entro un anno.

Tutto ciò premesso, la questione che sottopongo alla tua attenzione riguarda il rifiuto da parte di alcune famiglie del rimborso tramite voucher con la contestuale richiesta della restituzione totale della somma versata.

A fronte di tali richieste, accompagnate da minacce di azioni legali, come si può procedere?

Grazie.

 

Risposta

I vari Dpcm, a partire dal 4 marzo 2020, hanno previsto la sospensione dei viaggi di istruzione, e delle iniziative di scambio o gemellaggio, come misure di contenimento dell'emergenza epidemiologica da Covid 19. Il Dl 22 del 8 aprile 2020 ha sospeso i viaggi fino al termine dell'anno scolastico, dunque, fino al 31 agosto 2020 (articolo 2, comma 6).

Ma è probabile che il divieto continuerà ad oltranza, almeno fino a quando non ci saranno per le scolaresche le condizioni per spostarsi, fuori dai confini delle regioni e dell'Italia, senza rischi di contagio.

Ma nel caso in cui le scuole abbiano già versato acconti alle agenzie di viaggi, cosa sta accadendo? Molti dirigenti scolastici hanno rescisso contratti e chiesto il rimborso delle somme versate per i viaggi di istruzione programmati in Italia e all'estero, di fatto, non più attivati in seguito all'emergenza sanitaria da Covid-19 e ormai cancellati.

Voucher al posto delle somme versate

Molte agenzie stanno rispondendo che restituiranno i soldi delle quote anticipate dalle scuole sotto forma di voucher da utilizzare entro un anno dalla sua emissione, di importo pari al rimborso spettante.

L'emissione di voucher discende dall'applicazione dell'arti 28 del Dl 9 del 2 marzo 2020: in caso di recesso, l'agenzia di viaggi può offrire al viaggiatore un pacchetto sostitutivo di qualità equivalente o superiore, può procedere al rimborso, oppure può emettere un voucher, da utilizzare entro un anno dalla sua emissione, di importo pari al rimborso spettante.

Come risolvere tale problematica che espone l'amministrazione scolastica a contenziosi onerosi con i genitori degli alunni per la restituzione delle somme anticipate? Molte famiglie, in un periodo di incertezza economica e lavorativa come questo, non accettano voucher e pretendono le somme versate indietro. L'obbligo di rimborso alle famiglie graverebbe, quindi, sugli istituti, i quali potranno rivalersi sui tour operator con il meccanismo del solve et repete.

La nota Usr Campania 8773 del 22 aprile, anche alla luce dei pareri resi dall'Avvocatura distrettuale dello Stato di Napoli, fornisce alcune indicazioni di procedura ai numerosi presidi che hanno ricevuto risposte di diniego da parte delle agenzie di viaggi riguardo alla restituzione.

No voucher per le classi dell'infanzia, della primaria e per le classi terminali

Il problema più grande riguarda i viaggi delle classi che, in questo anno scolastico, terminano il corso di studi, ossia le terze classi delle scuole secondarie di primo grado o le quinte classi delle scuole secondarie di secondo grado. Queste famiglie, i cui figli il prossimo anno sono iscritti in altro ordine di studi o usciranno dal ciclo secondario di studi, non potranno essere rimborsati attraverso voucher.

La parola “fine” a tale problematica l'ha messa il Dl 18, approvato in Senato il 9 aprile 2020 e, nello specifico, l'articolo 88bis, commi 8, 9, 10,12.

Il decreto prevede che è sempre corrisposto il rimborso con restituzione della somma versata, senza emissione di voucher, quando il viaggio o l'iniziativa di istruzione riguarda la scuola dell'infanzia o le classi terminali della scuola primaria e della scuola secondaria di primo e secondo grado. Questo significa che le agenzie, nel caso delle classi terminali, hanno l'obbligo di provvedere a rimborsare le scuole restituendo le somme versate, e le scuole potranno così finalmente restituire, senza avviare contenziosi, le quote corrisposte alle famiglie.

Nel decreto legge viene anche disposto che sono fatti salvi, con effetto per l'anno scolastico 2020-2021, i rapporti instaurati alla data del 24 febbraio 2020 dagli istituti scolastici committenti con gli organizzatori aggiudicatari. Questo si traduce nel fatto che il prossimo anno l'agenzia di viaggi che era già stata individuata per un determinato “pacchetto” sarà, di nuovo, scelta dalla scuola senza necessità di procedere a nuova gara, anche modificando le classi di studenti, i periodi, le date e le destinazioni.

 

 

Adozione libri di testo 2020-2021

 

Quesito del 11/05/2020

Sono una docente di scuola primaria e, alla luce di questa emergenza e al susseguirsi di DPCM, DL e Ordinanze varie, volevo avere chiarimenti e riferimenti legislativi circa le adozioni dei libri di testo per l'anno scolastico 2020/2021.

 

Risposta

Tra le novità introdotte dal DL 22 del 8/4/2020, all’art. 2 c. 4 lett. d, si prevede che il Ministro possa definire con propria ordinanza l’eventuale conferma, per l’anno scolastico 2020/2021, dei libri di testo adottati per il corrente anno scolastico, in deroga a quanto previsto agli articoli 151, comma 1, e 188, comma 1, del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297.

Per fornire una preventiva informazione sul testo, la Dott. Palermo, Direttore generale della direzione ordinamenti scolastici, ha incontrato nella mattina del 14 maggio 2020 le organizzazioni sindacali del settore scuola e dei dirigenti scolastici.

L’ordinanza in via di emanazione, soprattutto al fine di semplificare gli adempimenti amministrativi in questa fase di grande attenzione rispetto alla prevenzione del contagio da Covid 19, dovrebbe prevedere pertanto, il mantenimento dei libri di testo, evitando così tutte le attività ordinariamente connesse alla procedura di adozione dei libri di testo, come le visite dei rappresentanti presso gli edifici scolastici, le riunioni dei docenti che prendono visione dei volumi, la convocazione dei Collegi dei docenti per le necessarie deliberazioni.

È stato puntualizzato che l’ordinanza, mantenendo le prerogative degli organi collegiali, potrà prevedere entro l’8 giugno due diverse procedure:

1. la conferma di tutti i testi attualmente in adozione mediante un atto unilaterale di natura dichiarativa da parte del dirigente scolastico.

2. la nuova adozione, deliberata dal Collegio dei Docenti, per casi particolari quali le prime classi del secondo triennio degli istituti professionali che sono stati interessati dalla recente riforma o le classi di indirizzi di nuova istituzione o per la sostituzione dei testi che sono usciti fuori catalogo.

 

 

Esami di stato: designazione commissari

 

Quesito del 24 aprile 2020

Esami di Stato secondaria secondo grado a.s 2019-2020

Ind. Liceo Scientifico L102

In sostituzione della titolare della disciplina Storia dell’arte e disegno la supplente può essere designata quale commissaria “esterna” nel rispetto delle materie d’Esame o per evitare un danno all’erario, il consiglio di classe, con l’avallo del DS alla luce dell’OM n.197 del 17 aprile 2020, deve sostituire Disegno e Storia dell’arte materia d’esame ministeriale, con un’altra disciplina, Scienze motorie?

E’ prioritario il rispetto della OM o il danno erariale da scongiurare, cambiando la Materia d’Esame stabilita dal MIUR?

 

Risposta

L'art. 5 dell'OM 197/2020 dispone: “3. Il consiglio di classe, nella designazione dei commissari, opera tenendo presenti i seguenti criteri: a. i commissari sono designati tra i docenti appartenenti al consiglio di classe, titolari dell’insegnamento, sia a tempo indeterminato che a tempo determinato. Può essere designato come commissario un docente la cui classe di concorso sia diversa da quella prevista dal quadro orario ordinamentale per la disciplina selezionata, purché insegni la disciplina stessa nella classe terminale di riferimento”.

Pertanto si ritiene prioritario designare il docente a tempo determinato (la supplente). Solo successivamente può essere designato un docente di classe di concorso diversa (scienze motorie) che insegni nella classe terminale.

 

 

Personale ATA e lavoro flessibile

 

Quesito del 18/03/2020

Avrei bisogno di confrontarmi con te sulla gestione dell'emergenza di questi giorni.

Con le RSU ci siamo incontrati per stabilire il contingente minimo (erano 1 aa e 1 cs in caso di sciopero). Abbiamo modificato con 2 cs e 1 aa.

I cs turnano (sono 22 quindi lavorano ogni 11 giorni) per loro non c'è possibilità di lavoro agile pertantanto, consumate le ferie residue, staranno a casa.

Il problema sono gli aa. 2 sono in lavoro agile. Una è in ... attualmente in malattia... con le altre 4 si è stabilita una turnazione (1 al giorno) Queste persone non sono nella possibilità di effettuare il lavoro da casa perché, soprattutto due di loro che abitano nelle campagne di ……., hanno problemi con la connessione internet. Come coprono i giorni in cui non lavorano? Ferie vecchie ne hanno poche. Finiti tali giorni, devono attingere dalla nuove? La nota 323 non è chiara sugli aa.

Grazie.

 

Risposta

La nota MIUR 323 del 10/03/2020 sul tema precisa: “Ferma restando la necessità di assicurare il regolare funzionamento dell’istituzione scolastica, nella condizione di sospensione delle attività didattiche in presenza, ciascun Dirigente scolastico concede il lavoro agile al personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ove possibile rispetto alle mansioni) delle istituzioni scolastiche e, in analogia, ai docenti utilizzati nelle mansioni del personale amministrativo perché inidonei all’insegnamento. È comunque da disporsi l’adozione di misure volte a garantire il mantenimento dell’attività essenziale delle istituzioni scolastiche, adottando ogni forma di gestione flessibile del lavoro”.

Pertanto è legittimo autorizzare il lavoro flessibile a tali dipendenti, previa concessione di ferie residue 2018/19 e turnazione.

 

 

Continuità di supplenza per l'emergenza Covid

 

Quesito del 17/03/2020

Le pongo il seguente quesito:

la docente X, destinataria di un contratto a tempo determinato nella scuola dell'Infanzia fino al 23 03 2020, mi chiede la proroga del suo contratto, nonostante la titolare, in congedo parentale, rientri il 24 03 2020.

Si appella alla nota 392 del 18 03 2020 che recita:

"L’articolo 121 del DPCM, oltre a prevedere la continuità dei contratti in essere di docenza in supplenza breve e saltuaria, a prescindere dunque dall’eventuale rientro del titolare e per tutta la durata dell’emergenza sanitaria..... ".

L'articolo citato del DPCM parla di tutela di continuità occupazionale dei docenti già titolari durante emergenza Covid.

Oltre alla liceità di individuare due figure sullo stesso posto prima del 30 aprile, peraltro per dedicarsi alla didattica a distanza nella scuola dell'Infanzia, mi interrogo sulla possibilità di realizzazione tecnica a sistema di questa fattispecie, posto che il SIDI non produce contratto se non si indica il nome del titolare assente.

Le chiedo, è giusta l'intepretazione della supplente volta a tutelare una continuità occupazionale in momento di emergenza COVID, o ciò può configurarsi come danno erariale?

La ringrazio anticipatamente e la saluto cordialmente.

 

Risposta

L’articolo 121 del d.l., oltre a prevedere la continuità dei contratti in essere di docenza in supplenza breve e saltuaria, a prescindere dunque dall’eventuale rientro del titolare e per tutta la durata dell’emergenza sanitaria, dispone che l’ulteriore stipula di contratti, in assenza dei titolari, per il personale docente e ATA, sia comunque subordinata alla disponibilità di “una propria dotazione strumentale per lo svolgimento dell’attività lavorativa … al fine di potenziare le attività didattiche a distanza”: disponibilità che potrà essere assicurata dal DSGA in quanto consegnatario e dal dirigente scolastico attraverso l’istituto del comodato d’uso. In deroga alle disposizioni vigenti, le risorse necessarie alla stipula di contratti di supplenza breve e saltuaria saranno assegnate in base alla spesa sostenuta dalla singola istituzione scolastica nel triennio precedente nel mese di marzo. Il dirigente scolastico pertanto avrà cura di verificare che gli incarichi di supplenza breve vengano attribuiti entro i limiti delle risorse assegnate. Con successiva comunicazione massiva, il competente ufficio di questo Ministero provvederà a rendere noto l’importo disponibile presso ciascuna istituzione scolastica. Le predette risorse saranno utilizzate per la sottoscrizione di contratti a tempo determinato, utilizzando le graduatorie di istituto, finalizzati alla didattica a distanza, incluse le attività di progettazione e di formazione dei colleghi. Le istruzioni operative saranno direttamente inviate alle istituzioni scolastiche attraverso la Direzione generale per i contratti, gli acquisti e per i sistemi informativi e la statistica.

Pertanto le condizioni indicate dalla disposizione ministeriale sono:

1) disponibilità di “una propria dotazione strumentale per lo svolgimento dell’attività lavorativa … al fine di potenziare le attività didattiche a distanza”;

2) “le risorse necessarie alla stipula di contratti di supplenza breve e saltuaria saranno assegnate in base alla spesa sostenuta dalla singola istituzione scolastica nel triennio precedente nel mese di marzo”.

Compito del DSGA e del DS è di garantire l'applicazione di dette condizioni senza che il supplente possa eccepire sul tema.

 

 

Aspettativa per svolgere altra attività

 

Quesito dell'8/02/2020

Una docente della scuola dell'infanzia mi chiede un anno di aspettativa non retribuita per svolgere altra attività lavorativa (comma 3, art. 18 del CCNL) dal 02.03.2020 al 02.03.2021.

Credo che non possa concedere quanto richiesto perchè il periodo di aspettativa abbraccia 2 anni scolastici e il comma 3 recita testualmente "Il dipendente è inoltre collocato in aspettativa, a domanda, per un anno scolastico senza assegni per realizzare, l’esperienza di una diversa attività lavorativa o per superare un periodo di prova".

Che ne pensa?

 

Risposta

L’art. 18 comma 3 del CCNL/2007 prevede che il dipendente è collocato in aspettativa, a domanda, per un anno scolastico senza assegni per realizzare l’esperienza di una diversa attività lavorativa o per superare un periodo di prova.

La concessione dell’aspettativa non è discrezionale, in quanto la norma prevede testualmente che il dipendente, a domanda, è collocato non lasciando, pertanto, alla scuola alcun margine di discrezionalità legato a esigenze di servizio. Naturalmente nella domanda il docente dovrà precisare ed attestare l’esperienza lavorativa per la quale chiede di essere collocato in aspettativa.

Pertanto,

1) la concessione dell'aspettativa è legittima;

2) come già detto, la concessione dell'aspettativa non è discrezionale, ma deve essere ben motivata e documentata con riscontri ufficiali correlati alla richiesta;

3) l'aspettativa può essere concessa solo per un anno scolastico e non può essere prorogata. L'interpretazione corrente è che la norma contrattuale intenda stabilire un limite massimo di un anno alla concessione dell'aspettativa (essa non può cioè superare i dodici mesi anche se a cavallo di due anni scolastici, dal 02.03.2020 al 02.03.2021, come nel caso rappresentato).

 

 

 

 

Supplenza fino al termine delle lezioni

 

Quesito del 6/03/2020

Sono una vostra iscritta e chiedo se nel caso di anticipo di 1 giorno del termine lezioni rispetto al calendario regionale, con delibera del Collegio docenti e del Consiglio di Istituto i contratti stipulati con supplenti a tempo determinato che terminano il servizio con il termine delle lezioni debbano avere coerentemente termine con il giorno di conclusione stabilito dall'Istituto Scolastico o con quello del calendario regionale, che però non rispecchia l'effettivo termine delle lezioni dell'Istituto.

Si ringrazia se è possibile avere in relazione alla risposta i riferimenti normativi del caso.

 

Risposta

Va premesso che a determinare il calendario scolastico sono le Regioni, in base a quanto disposto dal decreto legislativo 112 del 31 marzo 1998 che prevede che ogni singola giunta regionale fissi il calendario scolastico. Detto calendario deve tuttavia assicurare lo svolgimento di 200 giorni di lezione (art. 74, comma 3 del decreto legislativo n. 297 del 16 aprile 1994).

Gli eventuali adattamenti del calendario, che verranno adottati dalle istituzioni scolastiche in variazione del calendario scolastico regionale, devono essere debitamente motivati e devono essere portati a conoscenza degli studenti, delle famiglie e delle istituzioni pubbliche preposte all'organizzazione del sistema scolastico e dei relativi servizi complementari. Di norma vi è una proposta del Collegio docenti che nella maggior parte dei casi viene recepita dal Consiglio d'Istituto.

A queste condizioni si ritiene possibile che le supplenze assegnate fino al termine delle lezioni si concludano con l'effettivo termine delle lezioni dell'Istituto.

 

 

 

Supplenza temporanea: termine

 

Quesito del 5/03/2020

Docente in aspettativa fino al 30 giugno per ricongiungimento marito all'estero.

Il contratto della supplente fino al termine delle lezioni o fino al 30 giugno?

Grazie.

 

Risposta

Il posto che si è reso disponibile dopo il 31/12 comporta l'assegnazione di una supplenza temporanea fino al termine delle attività didattiche, cioè il giorno annualmente indicato dal relativo calendario scolastico quale termine delle attività stesse (DM 131/2007, art. 7, comma 1/b).

 

 

 

 

 

Conferimento supplenze fino al termine delle attività didattiche

 

Quesito del 10/02/2020

Un docente titolare è deceduto prima di Natale lasciando il posto disponibile e vacante.
Per l'individuazione del supplente, essendo esaurite le Graduatorie Provinciali, la scuola ha scorso le Graduatorie di Istituto ed effettuato la procedura di nomina ai primi di Gennaio.

L'evento di decesso avvenuto prima del 31-12-2020 indicava a mio parere la durata del contratto fino al 31-Agosto-2020.

Invece il SIDI ha accettato solo un contratto fino al termine delle lezioni 10-Giugno definendo la supplenza come breve in quanto su posto resosi disponibile dopo il 31 dicembre.

In definitiva il sistema ha valutato come determinante la data di stipula del contratto e non la data dell'evento causa della nomina di supplente.

Ora l'aspirante supplente chiede (a mio giudizio giustamente) un chiarimento ed un eventuale pro-

lungamento del contratto.

Quale è la posizione corretta: è determinante sulla tipologia di contratto la data dell'evento che causa la chiamata a supplenza o la sua data di stipula?

Ho ricevuto indicazioni contrastanti dagli Uffici Scolastici e Sindacali che ho interpellato.

Grazie davvero.

 

Risposta

Le convocazioni degli aspiranti, sono disposte dai Dirigenti Scolastici in applicazione delle disposizioni contenute nell’art. 7 del Regolamento (DM 13 giugno 2007), che al punto a. prevede la possibilità di conferire supplenze annuali e temporanee fino al termine delle attività didattiche per posti che non sia stato possibile coprire con il personale incluso nelle graduatorie ad esaurimento.

E' il caso previsto nel quesito.

Pertanto legittimamente il SIDI ha disposto il contratto fino al termine delle lezioni, che per l'anno in corso è il 10 giugno.

Attività in orario extrascolastico

 

Quesito dell'8/02/2020

Le chiedo un parere per la seguente situazione:

i genitori di un'alunna gravemente disabile particolarmente pretenziosi, comunicano di aderire ad un'attività organizzata in orario extrascolastico (progetto musical) e chiedono che la scuola si organizzi per garantire alla figlia l'assistenza necessaria (cambio panno in particolare).

La scuola è obbligata a trovare la persona per l'assistenza o spetterebbe a loro? L'Istituto in grande difficoltà perchè non ha il personale disposto a fare lo straordinario.

 

Risposta

Si assume che l'attività in questione non sia obbligatoria poiché organizzata in orario extrascolastico.

Poiché il personale non è disposto a svolgere lavoro straordinario, non si ritiene che la scuola sia  tenuta ad assicurare all'alunna l'assistenza necessaria nella circostanza.

L'istituzione scolastica dovrebbe invece assicurare l'assistenza all'alunna disabile qualora l'attività sia svolta in orario scolastico e quindi obbligatoria per gli studenti.

 

 

 

Giustificazione di assenza

 

Quesito del 6/02/2020

Una docente a t.d. assunta tramite MAD con titolo affine è assente alla visita fiscale. Successivamente si reca a visita ambulatoriale. La prognosi viene confermata.

Le si richiede di giustificare l’assenza dal domicilio e, dopo varie ulteriori richieste di chiarimento (la docente ha assunto à atteggiamento ostile e provocatorio) spiega di aver avuto un attacco di panico a conseguenza della recentissima morte del padre e di essersi allontanata brevemente da casa per prendere fiato senza accorgersi del fatto che l’orario fosse quello di reperibilità.

Non ci sono certificazioni mediche che attestino tale malessere ma soltanto il certificato di morte del congiunto per il quale l’insegnante aveva usufruito di tre giorni di lutto (per altro comunicandolo in ampio ritardo).

Si chiede se, oltre alla decurtazione dello stipendio che si ritiene misura congrua essendo estranea la casistica a quelle previste dall’INPS, sia comunque necessario anche avviare il procedimento disciplinare che nulla apporterebbe in istruttoria e giustificazione.

Si può ritenere da subito archiviabile il caso, basandosi su quanto già prodotto agli atti?

Grazie.

 

Risposta

Confermando la necessità della decurtazione dello stipendio, si conviene sull'opportunità di archiviare il caso senza avviare alcun procedimento disciplinare.

 

 

Obbigo vaccinale

 

Quesito del 30/01/2010

Premesso che per la fascia 0-6 anni la mancata regolarizzazione della documentazione vaccinale determina la decadenza dalla iscrizione, si chiede se sia ancora accettabile la formale richiesta di vaccinazione all’azienda sanitaria locale territorialmente competente.

Qualora questa venga presentata dai genitori il minore può frequentare la scuola di infanzia pur non avendo ancora fatto alcuna vaccinazione? (da regolamento interno potrebbe iniziare a frequentare solo da gennaio, in quanto anticipatario).

Si fa presente che i genitori per i quali pongo il quesito sono stati invitati più volte all'ASST senza aderire al piano vaccinale. La loro ultima richiesta all'ufficio vaccini risale al 20 febbraio 2019 (si
dicono ancora in attesa di riscontro, nonostante ASST abbia anche garantito accesso libero senza appuntamento nei mesi di giugno-luglio-agosto).

Il loro avvocato rivendica a mezzo pec che, per la frequenza, basta la mail di cui sopra.

Un consiglio, per cortesia.

Grazie mille.

 

Risposta

Relativamente agli adempimenti vaccinali la Circolare MIUR prot. n. 22994 del 13 novembre 2019 richiama l'attenzione dei dirigenti scolastici sull'attuazione delle misure di semplificazione previste dall'articolo 3 bis del decreto legge 7 giugno 2017, n. 73, convertito con modificazioni dalla legge 31 luglio 2017, n. 119, recante "Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale, di malattie infettive e di controversie relative alla somministrazione di farmaci", che prevedono, tra l'altro, l'invio da parte dei dirigenti scolastici alle aziende sanitarie locali territorialmente competenti, entro il 10 marzo 2020, dell'elenco degli iscritti sino a sedici anni di età e dei minori stranieri non accompagnati.

Il citato articolo 3-bis, in merito alla verifica degli studenti in regola con l’obbligo vaccinale, ha previsto una procedura semplificata che vede coinvolti scuole e ASP di riferimento.

Questi gli adempimenti che devono svolgere scuole, ASP e famiglie:

- i dirigenti scolastici (e i responsabili dei servizi educativi, dei centri di formazione professionale e delle scuole private non paritarie) devono trasmettere alle aziende sanitarie locali, entro il 10 marzo 2020, l’elenco degli iscritti (anno scolastico 2020/21) di età compresa tra zero e sedici anni, inclusi i minori stranieri non accompagnati, per l’anno scolastico successivo;

- le ALS, entro il 10 giugno 2020, restituiscono i summenzionati elenchi con l’indicazione dei soggetti che non risultino in regola con gli obblighi vaccinali, che non rientrino nelle situazioni di esonero, omissione o differimento delle vaccinazioni e che non abbiano presentato formale richiesta di vaccinazione;

- nei dieci giorni successivi all’acquisizione degli elenchi con le indicazioni succitate, i dirigenti scolastici invitano i genitori, i tutori o i soggetti affidatari a depositare, entro il 10 luglio 2020, la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni ovvero l’esonero, l’omissione o il differimento delle stesse, o la presentazione della formale richiesta di vaccinazione all’ASL competente;

- dopo il suddetto invito, i dirigenti scolastici trasmettono all’ASL, entro il 20 luglio 2020, la documentazione presentata dai genitori o la comunicazione dell’eventuale mancato deposito per gli adempimenti di competenza e, ricorrendone i presupposti, per l’applicazione delle sanzioni. Per la scuola dell’infanzia e i servizi educativi per l’infanzia la mancata presentazione della documenta-zione summenzionata comporta la decadenza dall’iscrizione. Non determina, invece, la decadenza dall’iscrizione né impedisce la partecipazione agli esami, per gli altri gradi di istruzione.

A questi adempimenti si ritiene essere tenuta anche la scuola che scrive.

 

 

Supplenza fino al 31 agosto

 

Quesito del 2/01/2020

Un docente titolare è deceduto prima di Natale lasciando il posto disponibile e vacante.
Per l'individuazione del supplente, essendo esaurite le Graduatorie Provinciali, si dovranno scorrere le Graduatorie di Istituto e sarà la scuola ad effettuare la procedura di individuazione del supplente. Si ritiene di effettuare la convocazione al ritorno dalle Vacanze Natalizie a Gennaio 2020.

In questa situazione e con questa tempistica è corretto stipulare un contratto fino al 31 Agosto 2020? Inoltre, considerato che la convocazione è dalle graduatorie di istituto è giusto che i docenti con contratto a tempo determinato in essere fino al termine delle lezioni (10 Giugno) o fino al termine delle attività didattiche (30 Giugno) non possono lasciare tale incarico per assumere eventualmente questo fino al 31 Agosto?

 

Risposta

L’attuale disciplina delle supplenze è contenuta nel Regolamento adottato con Decreto Ministeriale 131 del 13 giugno 2007, parzialmente modificato con D.M. 326 del 4 giugno 2015,  D.M. Decreto ministeriale 326 del 4 giugno 2015, modificato a sua volta dal DM 666/2019.

Vengono assegnati come supplenze al 31 agosto “cattedre e posti d’insegnamento vacanti e disponibili entro la data del 31 dicembre e che rimangano presumibilmente tali per tutto l’anno scolastico”.

Pertanto il contratto di supplenza in questione andrà stipulato fino al 31 agosto.

Ai supplenti nominati fino al 10 o al 30 giugno va applicato l'art. 8, comma 2 del D.M. 131/2007 che dispone: “Il personale che non sia già in servizio per supplenze di durata sino al termine delle lezioni od oltre ha facoltà, nel periodo dell'anno scolastico che va fino al 30 di aprile, di risolvere anticipatamente il proprio rapporto di lavoro per accettarne un altro di durata sino al termine delle lezioni od oltre”.

Essi pertanto in questo momento possono, in base alla loro posizione in graduatoria, abbandonare la supplenza in essere e optare per quella con scadenza 31 agosto.

 

 

 

 

Elezione presidente di istituto

 

Quesito del 18/01/2020

Nella elezione del presidente di Istituto a parità di voti viene eletto il genitore più anziano o il più giovane?

 

Risposta

In osservanza alle disposizioni previste da normativa vigente per le elezioni degli organi collegiali, nel caso in cui due genitori riportino lo stesso numero di voti si procederà, ai fini della proclamazione degli eletti, per anzianità anagrafica.

Pertanto, a parità di voti viene eletto il genitore più anziano.

 

 

Aspettativa: rientro anticipato in servizio

 

Quesito del 16/01/2020

Una docente a tempo indeterminato, titolare di cattedra di lingua inglese nella scuola primaria, ha formulato domanda in data 17 settembre 2019 di aspettativa per svolgimento di altra attività lavorativa (art 18, comma 3 del CCNL 2006/009) fino al 30 06 20; la stessa domanda è stata autorizzata dalla scrivente.

In data odierna l'interessata chiede di poter interrompere l'aspettativa ritenendo di poter rientrare a scuola come docente a disposizione (potenziamento).

Non ho trovato in merito alcune delucidazione dal punto di vista normativo; io pensavo che il rientro a disposizione fosse possibile solo dopo il 30 aprile.

Le chiedo: quale è l'interpretazione corretta?

 

Risposta

Si ritiene che una docente che ha richiesto aspettativa per lo svolgimento di altra attività lavorativa non possa rientrare in servizio prima della scadenza del termine del periodo richiesto.

L’Aran ha fornito 2 orientamenti applicativi che concernono l'aspettativa per motivi di famiglia ma che si ritiene possano essere applicati, in via di interpretazione analogica, anche al caso proposto.

Nel primo orientamento SCU 039 del 7/12/2011 infatti si precisa: “Si ritiene utile rilevare che l’aspettativa per motivi di famiglia o personali, prevista dall’art. 18, comma 1 del CCNL del 29.11.2007 del comparto scuola, continua ad essere regolata dagli artt. 69 e 70 del D.P.R. n. 3/57, i quali nulla dispongono sulla interruzione di tale aspettativa ma solo sulla revoca della stessa ad opera del dirigente scolastico per ragioni di servizio.”

Nel secondo orientamento SCU 025 è inoltre precisato che “L’art. 18 del CCNL 29-11-2007, contratto vigente per il comparto scuola, nel trattare dell’aspettativa di famiglia non ha alcuna previsione né alcun divieto sulla possibilità di interruzione per alcun motivo di detto istituto.

Detta interruzione si deve però ritenere possibile, se per causa di malattia per l’ipotesi di gravi patologie che determinano lunghi periodi di assenza, atteso che tale situazione genera impossibilità di assolvere a doveri lavorativi e a svolgere prestazioni specifiche non giustificabile con l’aspettativa per motivi di famiglia.”

Pertanto il rientro anticipato non è possibile se dovuto a mera volontà del dipendente ma solo per cause oggettive (es. nel congedo straordinario ai sensi del D.Lgs. n. 151 del 2001 muore il familiare disabile cui il dipendente presta assistenza).

 

 

Quindi, poiché il caso sottoposto non corrisponde a simile ipotesi, si ritiene che la richiesta della docente non possa essere accolta.

 

 

Vuoi porre un quesito o fare un commento? Invia una mail a: colombanoc@hotmail.com

Il tuo quesito e la relativa risposta o il tuo commento saranno presto pubblicati su questa pagina.

Ogni dato comunicato verrà trattato ai sensi della normativa vigente.

:: forum ANP Piemonte :: archivio dei quesiti precedenti :: Clicca qui per accedere